Agricoltura biologica: cos’è, come funziona e chi la garantisce

Con il termine “agricoltura biologica” o, a livello internazionale, “organic-food” si intende quel tipo di coltivazione che non utilizza concimi di sintesi o fitofarmaci (pesticidi), così come vengono esclusi diserbanti e altre sostanze chimiche. Questo modo di lavorare la terra, dunque, prevede soltanto l’uso dei cosiddetti additivi di categoria “A”, o “ positivi”, ossia sostanze che non alterano né trasformano terreni e prodotti.

agricoltura biologica

Affinché le aziende possano essere riconosciute come biologiche, è necessario che venga seguito un processo di certificazione, articolato in quattro distinte fasi:

  1. Fase istruttoria: durante questo primo passaggio, la richiesta dell’azienda di aderire al modello di produzione biologico viene recepita ed esaminata dalla Bios, la quale procede anche alla stesura di un contratto con l’azienda.
  2. Visita ispettiva: rappresenta la vera e propria fase di controllo della conformità dell’azienda e della sua produzione: vengono, infatti, disposti vari sopralluoghi in loco e analisi periodiche sui prodotti.
  3. Fase di certificazione delle produzioni: in questa fase, dapprima il responsabile dell’attività di controllo, poi la Commissione di certificazione, esaminano tutta la documentazione aziendale giunta al sistema di controllo della Bios e, in seguito, danno l’approvazione al rilascio della certificazione.
  4. Rilascio della certificazione: viene consegnata all’azienda tutta la documentazione necessaria a dimostrare la sua adesione al sistema di produzione biologico e la conformità ad esso delle sue attività e produzioni.

La Bios, Organismo di Controllo e Certificazione del metodo di produzione biologico, autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, rilascia le seguenti certificazioni:

  • Riconoscimento IFOAM
  • Associato EOCC
  • Riconoscimento Soil Association
  • Accordo con IBD certificações per le certificazione di prodotti biologici destinati al Brasile
  • Riconoscimento Biosuisse
  • Certificazione JAS per i prodotti biologici destinati al Giappone

Nel nostro Paese, alcuni degli enti certificatori attualmente in attività sono i seguenti:

  • Aiab, “Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica”, presente con sedi staccate in quasi tutte le regioni d’Italia (www.aiab.it)
  • Bio-agricoop, con sede operativa a Casalecchio di Reno (www.bioagricoop.it)
  • Ccpb, dalla sede centrale a Bologna (www.ccpb.it)
  • Codex, della quale sede centrale è situata a Scordia (CT), ma avente anche sedi territoriali, quali S.O.T Calabria, S.O.T. Italia meridionale e S.O.T. Italia Settentrionale (www.codexsrl.it)
  • Ecocert, della quale la sede nazionale si trova a Catania (www.ecocertitalia.it)
  • Qc&I, dalla sede a Monteriggini (www.qcsrl.it)
  • Bios

L’agricoltura biologica si prefigge lo scopo di rispettare gli equilibri ecologici, difendendo le colture dagli insetti che potrebbero danneggiarle attraverso metodologie naturali quali il favorire la presenza di “insetti utili” o l’utilizzo sostanze di origine animale o vegetale. Al fine di mantenere la fertilità del terreno e di potenziarla, si adottano concimi naturali e pratiche agronomiche, quali ad esempio il sovescio.

allevamento biologico

Per quanto riguarda il bestiame, l’allevamento prevede metodologie che ne rispettino il benessere e un’alimentazione basata su prodotti vegetali, ottenuti da un’agricoltura biologica. Non si praticano i consueti metodi che consentono una crescita più rapida dell’animale e nemmeno una gestione “industriale” dell’intero processo. Le malattie che possono colpire il bestiame, inoltre, vengono trattate non con prodotti di laboratorio, ma attraverso medicinali omeopatici o fitoterapici.

Sebbene in Europa l’utilizzo del biologico stia cominciando a diffondersi, ottenendo un riscontro positivo, dagli Stati Uniti arriva la notizia che un cespo di lattuga biologica contiene batteri cento volte più numerosi che quelli presenti in un cespo coltivato secondo i metodi convenzionali. Il motivo di tutto ciò sembrerebbe essere il sistema di fertilizzazione utilizzato: il concime dovrebbe, infatti, essere trattato a caldo, ma questo sembra non accadere, permettendo la proliferazione dei batteri.

Purtroppo, un grave problema è rappresentato dalla vendita di prodotti biologici contraffatti, non veramente tali, i quali vanno a confondere il consumatore. Si ricorda che tutti i veri prodotti biologici, per essere tali, devono essere venduti, a livello internazionale, rigorosamente confezionati, riportando nome, cognome, indirizzo del produttore e dell’ente incaricato alla supervisione della produzione.




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