Comitato 5 Dicembre: identità e obiettivi

comitato 5 dicembre - giustizia salute lavoroQuesto Comitato nasce il 5 dicembre 2015, data dalla quale prende il nome, all’indomani dell’approvazione e del rilascio della nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) alla Ferriera di Trieste.

L’obiettivo primario era quello di organizzare una manifestazione pacifica di protesta, che coinvolgesse un importante numero di cittadini. La data scelta fu il 31 gennaio 2016 e il risultato lasciò molti sorpresi: oltre 4.000 persone scesero in piazza per rivendicare il proprio diritto alla salute.

Il gruppo si è da subito dichiarato apolitico e apartitico, specificando che nessuno dei componenti si sarebbe mai candidato alle elezioni amministrative e che le iniziative promosse sarebbero state aperte all’adesione di qualsiasi forza politica.

Una delle principali critiche mosse al “Comitato 5 Dicembre – Giustizia, Salute, Lavoro” è di non rispettare quanto si è autoimposto, ossia di restare totalmente estraniato dall’ambiente politico. Tuttavia, come esso stesso dichiara, trattando l’argomento “Ferriera” è inevitabile tralasciare la questione politica, essendovi partiti che ne sostengono l’operato.

Alla manifestazione del 31 gennaio, la prima promossa, il Comitato invitò caldamente tutti i cittadini a partecipare, compreso l’allora Sindaco PD Cosolini, con la richiesta che le autorità rispettassero gli impegni presi in Consiglio Comunale e che rispondessero ai triestini attraverso fatti e non semplici promesse.

Cosolini non vi prese parte, ma si rese disponibile ad un confronto pubblico, fissato per il 3 marzo, accompagnato dall’Assessore all’Ambiente Laureni (SEL). Durante l’incontro venne confermata la pericolosità dell’area a caldo della Ferriera, dovuta alla cancerogenicità delle sostanze fuoriuscenti, quindi il Sindaco decise di darsi due mesi e mezzo di tempo per raccogliere ulteriori dati sulle emissioni e potersi, infine, pronunciare sulla chiusura dell’area in questione o sul proseguimento dei lavori.

A questo punto, così come molti altri cittadini, il Comitato si aspettava che arrivasse la decisione della chiusura dell’area a caldo, soprattutto a seguito di molteplici anomalie provocanti fumate di diversi colori, accompagnate da quotidiani odori nauseanti, fastidiosi rumori e ricaduta di polveri ferrose, che tutt’oggi costringono molte persone a tenere chiuse porte e finestre anche nelle giornate più calde.

fumate della ferriera di servola

Il gruppo, dunque, decise di intraprendere un dialogo col Sindaco ma, col passare delle settimane, le promesse e le rassicurazioni ricevute vennero progressivamente disattese: ad oggi non si ha avuto ancora nessun pronunciamento in merito alla chiusura e nessun provvedimento decisivo in favore della salute dei cittadini.

Fu lecito ritenere, dunque, che l’obiettivo del Sindaco fu solo quello di guadagnare tempo e di dimostrare di essere aperto al dialogo con le migliaia di cittadini scesi in piazza. La conferma giunse quando il Primo Cittadino riferì che la chiusura dell’area a caldo era un obiettivo irraggiungibile, rendendo dunque vana l’attesa, di oltre due mesi, dei dati, che non avrebbero influito in alcun modo.

A questo punto, il Comitato affermò che il disegno in atto era più ampio di quanto fino ad allora si potesse immaginare. La questione “Ferriera di Servola”, gestita dal “Cavalier” Arvedi, doveva apparire agli occhi di tutti risanata indipendentemente dai reali risultati, in quanto l’imprenditore fa parte della cordata che dovrà comprare l’Ilva di Taranto. Secondo il parere del Comitato, questa sarebbe caldeggiata dal Presidente del Consiglio Renzi e per questo motivo il Sindaco di Trieste non avrebbe potuto agire in alcun modo se non prendendo tempo, a scapito della salute dei cittadini.

Il 22 maggio 2016, dunque, i cittadini scesero nuovamente in piazza, raggiungendo un’altra importante cifra: i partecipanti furono ufficialmente oltre 3.000. Questa volta la richiesta furono le dimissioni della Presidente del FVG Debora Serracchiani e del Sindaco Roberto Cosolini, entrambi esponenti del PD, in quando le loro decisioni si sono rivelate pericolose per la popolazione.

comitato 5 dicembre giustizia salute lavoro

Di seguito la descrizione che il Comitato 5 Dicembre dà di se stesso:
Questo siamo noi, un metodo e una massa critica che lotta per il bene comune di cittadini e lavoratori, non di certo per favorire questo o quel politico, questo o quel candidato. Chi consideriamo un ostacolo proviamo a eliminarlo. Noi abbiamo un obiettivo: la chiusura progressiva dell’area a caldo di Servola.




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